LA FRAMMENTAZIONE DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE NEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI. “THE HATEFUL EIGHTH”?*

La riforma dell’art. 120 c,p.a da parte dell’art. 204, d.lgs. 50/2016 propugna una anticipazione del momento della verifica giurisdizionale, dal provvedimento finale a qualificati passaggi endoprocedimentali, tutte le volte in cui il procedimento raggiunge un grado consistente di avanzamento, tale da far ritenere, almeno in una sua parte, l’esito del procedimento sostanzialmente già maturato o irreversibile. La grave alterazione del principio di concentrazione della tutela giurisdizionale e di personalità ed attualità dell’interesse che il nuovo impianto processuale reca, è suscettibile di determinare una violazione delle garanzie costituzionali ed eurounitarie nel processo in materia di appalti.

Sommario: 1. Premessa – 2. L’inquadramento concettuale della nuova previsione processuale – 3. Il parere del Consiglio di Stato – 3.1. Sull’impugnazione immediata di ammissioni, esclusioni (e nomina commissione) – 3.2. Sulle regole di procedura del nuovo rito – 4. Le permanenti criticità del nuovo processo – 4.1. L’individuazione del “provvedimento di ammissione alla gara” e dei suoi presupposti ed il coordinamento tra l’art. 29 comma 1, l’art. 53, l’art. 76, comma 3 e l’art. 32 del nuovo D.Lgs. 50/2016 – 4.2. Il difficile coordinamento con i principi di autodichiarazione e di effettiva conoscenza del vizio – 4.3. Il difficile coordinamento con le fasi e la tempistica del procedimento – 4.4. La possibile inutile complicazione delle operazioni di gara – 4.5. I principi della direttiva 2007/66 – 4.6. La tutela risarcitoria nel processo sulle ammissioni – 4.7. L’aumento del costo del processo – 4.8. I principi costituzionali ed eurounitari nel processo sulle ammissioni – Conclusioni.

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